Scritto il 28 novembre 2006
Il cosiddetto Web 2.0, ovvero l’insieme delle nuove tecnologie che dovrebbero permettere alla rete di diventare più interattiva, facendole superare l’attuale limitazione delle pagine web (più o meno dinamiche) diventando usabili e funzionali come delle vere applicazioni: tutto questo già lo tocchiamo con mano più o meno consapevolmente.
Le tecnologie Ajax, Flash, Flex e chi più ne ha più ne metta, rappresentano una sfida per i sistemi di tracking ed analisi delle statistiche: superando infatti il concetto di “pagina”, interrompono l’assunto azione dell’utente = nuova pagina web, sul quale è basata (finora) la maggior parte dei sistemi di web analysis.
Eppure sarà ancora più importante capire cosa fanno gli utenti e come interagiscono con la piattaforma messa a disposizione sul web, tanto più importante al crescere dei servizi offerti, degli investimenti in sviluppo delle tecnologie ed in campagne di advertising.
La sensazione è che il prossimo futuro in Italia (l’attuale presente negli stati più evoluti, come gli anglosassoni) stia proprio in questa fondamentale tessera del web marketing: l’analisi e la capacità di prendere decisioni basate sui dati.
Senza di questa infatti si naviga alla cieca, e se poi si sbatte contro uno scoglio, non ci lamentiamo.
La buona notizia è che molti sistemi di analisi sono già pronti ad affrontare il nuovo livello di dettaglio: WebTrends, Omniture, WebSideStory e altri fra i migliori software oggi disponibili offrono la possibilità di ricavare i dati anche senza il refresh della pagina, tramite la chiamata di apposite funzioni, e sono quindi in grado di integrare le Rich Internet Applications nei report in modo trasparente e funzionale.
Scritto il 20 novembre 2006
Di recente Google ha aggiornato l’algoritmo Quality score includendo in modo massiccio anche la “qualità” delle landing pages (pagine di destinazione) degli annunci AdWords.
Il Quality Score decide la posizione in cui sarà mostrato l’annuncio sponsorizzato per una determinata parola chiave per cui si è fatta un’offerta nel sistema pay per click, e quindi la possibilità di ricevere più o meno click, ed è il risultato di molti fattori. Il punteggio di qualità delle landing in particolare non incide direttamente sulla posizione dell’annuncio, ma può risultare in un innalzamento del bid minimo per la parola chiave.
Il fatto che anche la qualità delle pagine di destinazione venga preso a parametro, significa quindi che le pagine del sito su cui si fanno atterrare gli utenti provenienti dal pay per click diventano una variabile importante nella costruzione di una campagna sponsorizzata; non solo, come è sempre stato, per le conversioni ottenibili dalla campagna, ma fin dalla performance della parola chiave, fin dalla visualizzazione o meno dell’annuncio.
E’ tuttavia necessario fare chiarezza sul concetto di qualità misurato: come conferma anche un recente post nel blog ufficiale di AdWords, questo parametro non ha nulla a che vedere con l’efficacia (e quindi la capacità di conversione) della landing page presa in esame, bensì è piuttosto un dato oggettivo collegato all’ottimizzazione della pagina stessa rispetto alle parole chiave acquistate nel ppc. Si basa infatti su un algoritmo automatico del tutto simile allo spider che analizza e classifica le pagine per i risultati naturali di ricerca.
Per questo motivo, come già detto anche su questo blog, è importante ottimizzare le pagine anche da un punto di vista SEO, e quindi inserire anche dei contenuti testuali e una struttura del codice search engine friendly, come se si trattasse di posizionamento naturale.
Altro discorso rimane tuttavia l’efficacia delle pagine di atterraggio: il tasso di conversione, che quasi sempre fa la differenza tra una campagna di successo (e da ripetere) e una con scarsi risultati.
Scritto in PPC
Scritto il 13 novembre 2006
Ho scoperto per caso online una campagna di conti correnti, e
- ci sono i colori arancione e blu,
- c’è la creatività aggressiva e di impatto,
- ma soprattutto c’è la zucca,
eppure non è la solita campagna conto arancio ING!
Trasforma la zucca in carrozza, scegli un conto corrente da favola
La IW Bank deve aver pensato “se ha funzionato così bene per gli Olandesi, perchè non usare le stesse armi?” e giocando con gli ingredienti, ha messo online una campagna fotocopia di ING, scherzando proprio sulla zucca e sulla favola di cenerentola.
In tutta onestà, devo dire che sono perplesso: se da un lato proprio la somiglianza con la nota zucca arancione che ci bombarda ormai da anni mi ha fatto subito sorridere, dall’altro è anche vero che usando esattamente gli stessi elementi (e implicitamente anche lo stesso stile tagliente) si tratta di fatto di un plagio dichiarato.
D’altronde non posso fare a meno di considerare come proprio dopo il successo ottenuto (online e non) dalla campagna della zucca lanciata dalle Iene in tv, molti siti internet e campagne di promozione online abbiamo cominciato ad imitarne lo stile, la scelta dei colori ed il taglio aggressivo della comunicazione.
Gli esempi di successo nel mercato italiano online sono talmente pochi che tutti tentano di imitarli?