Dall’Emetric Summit di Washington, ieri Brett Crosby di Google (Product Manager per l’Analytics) ha annunciato che verrà messo a disposizione degli inserzionisti AdWords (su base di richiesta, in numero limitato, come già era successo con Urchin-Analytics) un nuovo strumento, il Website Optimizer.
Questo applicativo (si, ho già fatto richiesta, speriamo di poterlo mettere alla prova al più presto!
) permetterà di effettuare dei test sulle landing page dei siti per i quali si acquista traffico con il keyword advertising di AdWords. Dei test di performance multivariati con l’obiettivo di ottimizzare le conversioni e quindi il ritorno sull’investimento in promozione, il mitico ROI.
Test A/B
Il concetto di base è sperimentare, in modo che siano gli utenti stessi (e quindi i dati) a decidere cosa funziona e cosa no: mettere online più pagine che si differenziano solo per qualche aspetto (call to action, colori, presenza o meno di offerte speciali, ecc…), collegate (a rotazione casuale) allo stesso annuncio di testo (o annuncio illustrato) e controllare tramite il software in modo automatico quale pagina converte meglio.
Test multivariati (multivariate test)
In questo tipo di test, più complessi, si utilizzano varie combinazioni di versioni modificate delle pagine, in modo da coprire tutta la matrice delle possibilità. Questa tecnica consente ,in modo scientifico, di sperimentare contemporaneamente l’impatto di più variabili (testo, colori, contenuti del messaggio, ecc…), aumentando le possibilità di ottimizzazione.
Il meccanismo della rotazione casuale e ottimizzazione è già familiare a chi utilizzi AdWords: gli annunci di testo vengono mostrati in modo casuale in un primo periodo, e quindi viene dato progressivamente maggiore spazio nelle visualizzazioni a quelli che abbiano avuto il miglior tasso di click (Click Through). Nel caso delle landing page l’analisi e l’ottimizzazione si spinge più avanti, non fermandosi al click sull’annuncio, ma continuando sul sito di destinazione, per stabilire quali siano i messaggi e le pagine che convertano meglio gli utenti (già acquistati con il keyword advertising), permettendo di raggiungere più efficacemente gli obiettivi della campagna di promozione.
Vedremo quindi se il Website Optimizer è uno strumento che ci può aiutare a migliorare il ROI delle campagne di promozione tramite il keyword advertising, che sono ormai una voce di spesa quasi sempre presente ed importante nel mix dell’online marketing.

Il blog di Google Analytics pubblicizza l’integrazione fra gli strumenti
), ma può fare la differenza, quando si hanno solo pochissimi caratteri per attrarre l’attenzione.


