Archivio | ottobre, 2006

AdWords Website Optimizer


PPC Web analysis

Dall’Emetric Summit di Washington, ieri Brett Crosby di Google (Product Manager per l’Analytics) ha annunciato che verrà messo a disposizione degli inserzionisti AdWords (su base di richiesta, in numero limitato, come già era successo con Urchin-Analytics) un nuovo strumento, il Website Optimizer.

Website Optimizer sample ReportQuesto applicativo (si, ho già fatto richiesta, speriamo di poterlo mettere alla prova al più presto! ;-) ) permetterà di effettuare dei test sulle landing page dei siti per i quali si acquista traffico con il keyword advertising di AdWords. Dei test di performance multivariati con l’obiettivo di ottimizzare le conversioni e quindi il ritorno sull’investimento in promozione, il mitico ROI.

Test A/B
Il concetto di base è sperimentare, in modo che siano gli utenti stessi (e quindi i dati) a decidere cosa funziona e cosa no: mettere online più pagine che si differenziano solo per qualche aspetto (call to action, colori, presenza o meno di offerte speciali, ecc…), collegate (a rotazione casuale) allo stesso annuncio di testo (o annuncio illustrato) e controllare tramite il software in modo automatico quale pagina converte meglio.

Test multivariati (multivariate test)
In questo tipo di test, più complessi, si utilizzano varie combinazioni di versioni modificate delle pagine, in modo da coprire tutta la matrice delle possibilità. Questa tecnica consente ,in modo scientifico, di sperimentare contemporaneamente l’impatto di più variabili (testo, colori, contenuti del messaggio, ecc…), aumentando le possibilità di ottimizzazione.

Il meccanismo della rotazione casuale e ottimizzazione è già familiare a chi utilizzi AdWords: gli annunci di testo vengono mostrati in modo casuale in un primo periodo, e quindi viene dato progressivamente maggiore spazio nelle visualizzazioni a quelli che abbiano avuto il miglior tasso di click (Click Through). Nel caso delle landing page l’analisi e l’ottimizzazione si spinge più avanti, non fermandosi al click sull’annuncio, ma continuando sul sito di destinazione, per stabilire quali siano i messaggi e le pagine che convertano meglio gli utenti (già acquistati con il keyword advertising), permettendo di raggiungere più efficacemente gli obiettivi della campagna di promozione.

Vedremo quindi se il Website Optimizer è uno strumento che ci può aiutare a migliorare il ROI delle campagne di promozione tramite il keyword advertising, che sono ormai una voce di spesa quasi sempre presente ed importante nel mix dell’online marketing.

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Viral Marketing applicato: movimento FON


News Web Marketing

Un eccentrico spagnolo ci ha pensato: FON inaugura la condivisione dell’accesso ad Internet via wifi.

Mappa Foneros ItaliaIn mezzo alle offerte da mille megabit al secondo di banda massima (ma non garantita!) in download delle offerte italiane (l’Italia ha ancora i costi di accesso ad Internet tra i più alti in Europa), dalla Spagna arriva forse la rivoluzione, se riuscirà a farsi spazio anche da noi: la condivisione della connessione ci permetterà di avere la possibilità di accedere ad Internet indipendentemente dal luogo in cui ci si trova, a patto di essere nelle vicinanze di un “Fonero”, continuando a pagare solo per la connessione di casa. La guerra da parte dei provider è, ovviamente, già accesa, e anche le implicazioni legali non sono ancora chiare.

Marketing virale
La mia riflessione è riguardo al marketing con cui viene portata avanti l’iniziativa a livello europeo: le campagne sono fortemente incentrate per la stessa natura dell’offerta sull’idea di community. I membri della rete vengono chiamati “Foneros”, in contrapposizione con gli “Aliens”. Ci sono gli adesivi per distinguersi e addirittura le mappe interattive per trovare i punti di accesso Fon attivi. La barriera all’entrata è bassissima (lo speciale access point wireless per la condivisione costa solo 5 €), e non ci sono costi aggiuntivi.

Tutto perfetto, cosa manca? Mai sentito parlare di viral marketing? ;-)

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Analytics + Checkout


Web Marketing

Google CheckoutIl blog di Google Analytics pubblicizza l’integrazione fra gli strumenti Google Analytics + Google Checkout: Moutain View tira le reti, senza farsi troppo notare, di quanto investito in questi strumenti “gratuiti”.

Perchè se Analytics sbandiera il costo zero di un servizio di web analytics professionale e completo, non da meno è il nuovo carrello integrabile di Google, Checkout, che promette di non costare nulla, a patto di spendere per AdWords almeno un decimo di quello che si fattura con il carrello online:

If you’re an AdWords advertiser, you are eligible for free transaction processing for some or all of your Google Checkout sales each month. For every $1 you spend on AdWords each month, you can process $10 in sales the following month for free through Google Checkout.

Vantaggioso, dal punto di vista di molti inserzionisti. Ma significa che ci arrendiamo alla realtà che il costo di marketing diretto per quanto riguarda il keyword advertising made in Google non scenderà mai al di sotto del 10% (ma potrà ben essere superiore!!), ovvero che Google controlla di fatto il nostro fatturato per una buona parte del suo valore. Chi infatti ormai può fare a meno del keyword advertising nel marketing mix della promozione online?

Analytics + Checkout + AdWords = business
Oltre al prezzo, ulteriore vantaggio di chi usa il prodotto Checkout, come si legge nelle FAQ, è quello di potersi differenziare nella visualizzazione degli annunci sponsorizzati (AdWords, ovviamente): si tratta certo solo di un piccolo carrellino verde (), ma può fare la differenza, quando si hanno solo pochissimi caratteri per attrarre l’attenzione.

Attract new customers
Google Checkout badgeOnline shoppers often start with a Google search. Our search advertising program, AdWords, helps them find you through targeted text ads that appear beside Google search results. Now you can add the Google Checkout badge cart to your AdWords ads, which highlights your store and tells potential customers that shopping with you will be convenient and secure.

E con questo Google, tanto amato e tanto criticato, consolida ancora il suo vantaggio offrendo servizi utilizzabili da molti ad un prezzo sempre più che accessibile, abbattendo le barriere all’entrata di moltissimi mercati, aumentando la concorrenza negli stessi, ed avvantaggiando, in ultima analisi, gli utenti.

Come dire, i migliori servizi (tenendo anche conto dell’induscutibile vantaggio dato dall’integrazione) al miglior prezzo, con una sola nota: la concorrenza aumenta in molti mercati… tranne in quello presidiato da Google stesso.

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