Scritto il 26 maggio 2005
Per pubblicizzare l’attività di vendita di poster e stampe, art.com ha messo online questo simpatica applicazione artPad in Flash per dipingere online. Divertente!!
Scritto il 26 maggio 2005
Navigando ho scoperto questo accessorio per l’auto: PT 100. Si tratta di un piccolo trasmettitore FM, alimentato dall’attacco per l’accendisigari: collegandoci qualsiasi dispositivo audio che abbia un’uscita cuffia (come un lettore cd, mp3, ecc…), è possibile ascoltarlo dall’autoradio, preventivamente sintonizzata su un’apposita frequenza.
Risolverebbe i problemi della mia autoradio, senza doverla cambiare: peccato che io non riesca in nessun modo a trovare un rivenditore, in italia o su internet, per questo prodotto!
Scritto il 25 maggio 2005
Utilizzando Internet Explorer come browser e cliccando su questo link Google Rotated, è possibile fare le proprie ricerche (e navigare i risultati) gustando la visualizzazione “per lungo”, ovvero ruotata di 90 gradi! Simpatico.
Scritto in News
Scritto il 13 maggio 2005
Google workers are allowed to spend 20 per cent of their work time in other things they want to do.
… il 20% del loro tempo per seguire progetti, idee, iniziative personali…
Significa che su cinque giorni lavorativi, uno può essere dedicato al proprio progetto personale…! Una fonte inesauribile di idee ed innovazioni. Splendido, sempre un passo più avanti.
Scritto in News
Scritto il 10 maggio 2005
Da una ricerca condotta con l’ausilio di tecnologie di tracking ottico, è emersa la conferma ai dati finora conosciuti sul comportamento degli utenti davanti ai risultati dei motori di ricerca.
Riassumendo, per quanto riguarda i risultati naturali, i primi tre risultati vengono “guardati” dalla totalità degli utenti, alla ricerca di qualcosa di interessante che li stimoli al click. I link successivi vengono guardati in misura decrescente, per arrivare al 20% di share per l’ultimo risultato, in fondo alla pagina.
Da notare che la curva decresce velocemente dopo i primi tre risultati, fino al fondo della prima schermata (over-the-fold). Per i risultati successivi (per i quali è necessario scrollare la pagina) invece la curva si appiattisce: questo probabilmente perché chi è motivato allo scrolling (non ha trovato tra i primi ciò che cercava), arriva solitamente a leggere fino al fondo della pagina. Ecco la tabella completa:
- Rank 1 – 100%
- Rank 2 – 100%
- Rank 3 – 100%
- Rank 4 – 85%
- Rank 5 – 60%
- Rank 6 – 50%
- Rank 7 – 50%
- Rank 8 – 30%
- Rank 9 – 30%
- Rank 10 – 20%
Per quanto riguarda invece i risultati a pagamento, la tabella seguente mostra chiaramente l’importanza di “stare sopra” per essere visti (e cliccati), e conferma anche che questi (a parte quando vengono posizionati da Google al di sopra dei risultati naturali) vengono considerati molto meno (se non proprio ignorati) dalla maggioranza degli utenti:
- 1 – 50%
- 2 – 40%
- 3 – 30%
- 4 – 20%
- 5 – 10%
- 6 – 10%
- 7 – 10%
- 8 – 10%
dati da ENQUIRO: Search Smarter Marketing
Scritto il 06 maggio 2005
Un post interessante sul blog di Mauro Lupi, riguardo al problema del click fraud, ovvero di click “aritificiali” su banner, link sponsorizzati e altri strumenti di adversiting. Questi click, effettuati allo scopo di “gonfiare” le campagne, falsano i risultati e le statistiche di marketing e rendono molto più costose campagne magari altrimenti profittevoli.
Questo fenomeno, in realtà già ben conosciuto nell’ambiente Internet, sembra stia ultimamente aumentando la sua gravità, con particolare riferimento al pay per click sui risultati dei motori di ricerca. A che scopo? Se da un lato i motori aumentano i loro fatturati all’aumentare dei click sui risultati sponsorizzati, dall’altro un problema come questo chiaramente sfiducia il mercato degli investitori pubblicitari ed erode la loro immagine di mercato. Ne vale la pena? Finora Google ha basato la sua strategia proprio sulla sua immagine e su un marketing aggressivo di trasparenza. Quoto l’opinione di Lupi:
Dal punto di vista delle aziende che usano i motori di ricerca per generare visite al proprio sito, ritengo che:
- si debba sempre analizzare con cura l’andamento delle campagne “paid”, non solo utilizzando gli strumenti base offerti dai search engine, ma individuando costantemente il ROI. Pragmaticamente, ammesso di dover accettare che una parte dei click non siano legittimi (pagandoli comunque), va verificata in ogni caso qual’è la soglia di convenienza. E’ come per le campagne di e-mail advertising ove, in genere, si paga un costo per ogni e-mail trasmessa, comprese quelle che non vengono recapitate o lette.
- ricordando che la stragrande maggioranza dei click su una pagina dei motori di ricerca viene effettuata sui risultati standard (l’ultima ricerca che lo dimostra è quella del triangolo d’oro fatta da Enquiro), risultra altresì evidente che gli investimenti rivolti all’ottimizzazione ed alla loro visibilità nei risutati standard, non sono intaccati dal click fraud.
- un modello alternativo potrebbe essere il “paid for action”, ossia un sistema per cui l’inserzionista paga per un risultato concreto come, ad esempio, la compilazione di un form o direttamente l’acquisto. A tale proposito, va segnalato l’attegiamento di Snap (il progetto di Bill Gross, ideatore di GoTo e quindi Overture) che promuove il modello pay-per-action ai suoi clienti. Pur avendo iniziato a parlare di paid per performance svariati anni or sono (attirandomi anche gli strali di alcuni operatori pubblicitari tradizionali), ho comunque molte perplessità sul fatto che un modello legato alle vendite possa funzionare su larga scala.
da Mauro Lupi’s blog
Scritto in PPC
Scritto il 06 maggio 2005
Una volta tanto una buona notizia dal mondo accademico italiano. L’Italia tecnologicamente arretrata, la ricerca ferma, le Università scollegate dal mondo del lavoro. Ogni giorno leggo fin troppi articoli ed opinioni su questi argomenti.
L’Università di Ferrara ha creato una rete wireless per l’accesso ad Internet ed ai suoi servizi, che copre tutte le sue strutture in città. Peccato essere già laureato…
Un’estensione pressoché completa assiste i fortunati studenti estensi che possono navigare in Rete e accedere a tutti i servizi offerti dall’Ateneo senza più il vincolo della connettività da Rete fissa.
Il servizio gratuito di connessione wireless a Internet realizzato all’Università di Ferrara si rivolge a tutti gli studenti ed all’intero personale strutturato, i quali – grazie all’impiego della tecnologia Wi-Fi – possono collegarsi ad Internet da tutte le biblioteche, le sale studio e le aule didattiche dell’Ateneo, accedendo naturalmente a tutti i servizi Web di Ateneo (posta elettronica, iscrizione agli esami via Web, etc) e contribuendo a facilitare l’interazione tra gli studenti e i docenti.
Ideato e realizzato dal Centro di Telematica dell’Ateneo di Ferrara e dal Dipartimento di Ingegneria, con finanziamenti CampusOne, WIFE ha portato alla creazione di una Wireless LAN (WLAN) che copre tutte le strutture dell’Ateneo dislocate in tutta la città di Ferrara.
Possono accedere a WIFE tutti gli studenti in possesso di un computer portatile dotato di una scheda wireless (802.11b). Chi non avesse la scheda, potrà prenderla in prestito presso i punti di distribuzione dell’Ateneo.
da NetManager
Scritto in News
Scritto il 05 maggio 2005
Uno dei più usati software di analisi dei dati di accesso di un sito è da ieri più accessibile. Dopo averlo recentemente rilevato, Google ha annunciato un ribasso del 60% della formula “On demand”.
Come già avvenuto per altri acquisti, quali ad esempio Picasa, Google attua una politica di incremento delle quote di mercato grazie alla leva del prezzo. Il nuovo Urchin si integra inoltre con AdWords, il sistema di annunci pubblicitari di Google.
da i-dome.com – Urchin a prezzo ribassato grazia a Google